L’inutile leggerezza del capitalismo e le mie canzoni anarchiche

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Siamo nati in un mondo senza speranza, in un luogo dove il paradiso lo devi comprare ma è temporaneo.

Ti alzi, decidi cosa fare della tua vita e resti intrappolato in interminabili giorni di lavoro mal retribuiti, che si trasformano in mesi, poi anni e poi secoli.

Come bombe lanciate da aererei senza piloti.

Per contro diamo tutto per scontato, prevediamo di costruire case solide, castelli e fortezze negli anni a venire e viviamo la nostra intera vita come se fosse un romanzo già vissuto.

Ma siamo polvere in balia del vento.

Crediamo in un Dio senza volto che ha creato un mondo senza anima e per questo lottiamo e uccidiamo in nome di un bene comune e supremo.

Sulla mia stella non esistono frontiere, non esiste proprietà, tutto è di tutti, perchè tutto è un dono e nulla ci appartiene, neanche la nostra stessa vita.

Siamo immagini di un computer organico chiamato DNA e tutti condividiamo la stessa sorte, ma per alcuni versi molti hanno una sorte piu uguale di altri.

Su questa vostra stella la vita si è spenta.

Parliamo di resilienza e rimaniamo intrappolati in paure effimere causate da masse inermi che viaggiano a velocità supersonica verso il baratro della “nullità”
Ci eccittiamo di fronte a palchi illuminati e ci spegniamo di fronte a vagabondi senza credo.
Siamo sempre pronti a giudicare conservando la nostra inettitudine al vivere, e osanniamo realtà virtuali che non hanno capo ne coda.
Ci nascondiamo dietro ideologie politiche, conti correnti gonfi di inutili numeri senza senso logico.

Ci perdiamo in religioni senza storia che affondano le loro radici in leggende e miti.

Paventiamo coraggio solo quando abbiamo le tasche piene e la pancia gonfia.

Il resto è solo paura di finire come “gli altri” nel baratro della povertà materiale.

Siamo di passaggio ma pensiamo di esistere per sempre.

Siamo anime raminghe, proiezioni di universi lontani, memorie labili che si perdono nei ricordi di ancestrali e coraggiosi combattenti, ma per ora, in questo preciso istante, siamo solo stanchi guerrieri che hanno abbadonato i loro amori in cerca di un effimera avventura.
Quando guardiamo i nostri figli negli occhi non sappiamo cosa cercare, volti, immagini, sogni, canzoni, incubi o fobie e le parole d’amore scivolano via come acqua sulla nostra pelle.
Muoriamo, rinasciamo e ci riperdiamo in quel flusso generazionale che ha causato la destabilizzazione del nostro essere.

Eppure siamo convinti che è la sola strada da seguire.

Vediamo il male ovunque, negli occhi del nostro vicino, nel barbone che piange sul ciglio della strada, nel bambino scampato alla guerra e nel ricco proprietario terriero, tutti diventano gli altri se anche un solo uomo inizia ad urlare le sue paure per il diverso, e lo seguiamo come dannati alla ricerca del paradiso.

Vediamo il male nei nostri stessi occhi ma nascondiamo gli specchi per non affrontarne la soluzione.
Siamo barche alla deriva in un oceano senza acqua.. come le bottiglie di plastica che abbandoniamo sulle spiagge dopo i bagordi della sera.

Viviamo di momenti e imperterriti distruggiamo ogni probabile presente per un futuro incerto.

Siamo esseri bidimensionali, che vivono una sola volta e muiono centinaia di volta di fronte al fallimento di ogni nostro credo.
Eppur siamo orgogliosi di ciò che siamo e nel momento stesso in cui creiamo i nostri “comuni nemici “diventiam tutt’uno coi nostri aguzzini”

Io non sono diverso da voi, ma ho paura di ogni mia azione, perchè ogni parola lanciata nell’universo è una promessa che torna indietro, rimbalza sul dolore degli “altri” e torna tra le mie mani… ovviamente gettiamo tutto in qualche bidone dell’immondizia nella speranza che non nascano vermi. Ma i nostri stessi cervelli sono bacati da lombrichi che non digeriscono più il nostro penare e sputano veleno inquinando ogni luogo, ogni poesia, ogni canzone.

Abbiamo paura delle altezze ma vogliamo volare fino al cielo per incontrare il creatore e definire il nostro rapporto.

E pur sempre siamo solo noi in un intero universo e ne siamo pure convinti, come se fossimo gli unici illuminati, gli unici in grado di generare vita, ed ogni volta che la generiamo la distruggiamo con un goccio di follia che solo i dittatori sanno creare.

Ma siamo anime al vento.. detriti abbandonati nel tempo.. immagini su piatti fogli di carta che ci porteranno comunque alla fine del nostro esistere….

Quindi, perchè, perchè cosi tanto odio?

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