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Il tocco da “Maestro”

Io: ….si, si… mi piacerebbe molto creare una specie di “wall of sound” per questo singolo, una parete di musica creata con pochi strumenti.

Alberto: si, la canzone è ok, però dovresti mixarla meglio… se vuoi ci metto le mani e la facciamo uscire come singolo

Io, che sto per arrivare a toccare il cielo mentre stringo in mano il telefono, mi ricompongo e con nonchalance rispondo: FANTASTICO… WHY NOT!

Ed è così che è nata “Per Te”

Ho scritto questa canzone per spiegare alla mia compagna, Barbara, quello che mi stava passando per la testa in quel momento.

Quel momento. Questo momento. Che importa? Ogni momento è talmente importante che potrebbe durare un’eternità, ogni istante della nostra vita è cosi essenziale che diventa imperativo viverlo fino in fondo. Non importa cosa stiamo facendo o dove ci troviamo. E se lo so io, che oramai sono esperto nel ritrovarmi sempre al solito posto (quello sbagliato, ovviamente).

Alberto Boi presso gli Advice Music’s Studios

Parlando di posti sbagliati, questa canzone è nata proprio mentre ero in posto davvero buio.

Ero nel mezzo della pandemia, travolto come tutti da questo dramma collettivo; non avevo un euro e non avevo la libertà di esistere per ciò che sono. Mi sentivo senza amore, separato dai miei sogni da ostacoli grandi quanto il mondo. Non ne potevo più.

E proprio mentre stavo per lasciarmi andare al fiume in piena della tristezza ho pensato che forse sarebbe stato il caso di reagire una volta per tutte, come individuo e come artista. La canzone “Per Te” è la mia reazione, è la fotografia della mia mente in quell’attimo in cui stavo cadendo nell’inferno dello spazio profondo.

Vedete spesso e volentieri ci si ritrova nello spazio profondo.

Lo spazio profondo è un luogo dove solitamente fa molto freddo, si respira male, si sente la nostalgia di tutto e quel tutto intorno a te è buio, talmente buio da far sparire il concetto di orizzonte, di speranza, di vita. Se a volte è inevitabile sprofondare, restare lì non fa bene a nessuno. Lo sapete anche voi com’è sentirsi soli e disperati, in balia di cose più grandi di te, che non ti fanno dormire e non ti fanno sognare quando sei sveglio.

Studios Advice Music

C’è sempre un modo di svegliarsi e uscire dal gorgo.

Il mio è la musica.

Allora ho tirato fuori la mia chitarra dal fodero, l’ho pulita lucidata, mi sono fatto una canna esagerata. E così ero pronto: in quel momento, in quel preciso attimo avrei potuto essere chiunque, era il mio spirito che mi sollevava e mi portava dove le nuvole galleggiano.

Poi ho impacchettato le mie emozioni, le ho compresse, le ho spedite ad Alberto che le ha rimodellate.

Alberto, le ha smussate, le ha rese appetibili, belle, intriganti; e soprattutto, ha dato una botta a quella batteria che aveva davvero bisogno di essere pompata. Alberto è un genio della produzione; la sua percezione del mondo è in musica, tutto per lui è suono o reverbero, è incredibile il suo punto di vista del mondo. Alberto vive la musica come una materia solida. A questo lo porta la sua passione, a vivere pienamente immerso ciò di cui è innamorato, nel senso più puro e ampio della parola. Alberto questa passione la mantiene da una trentina d’anni, perfettamente intatta, come quando l’ha scoperta. Destino vuole che gli sia toccato conoscermi; allora abbiamo creato insieme questa canzone, gli abbiamo dato un corpo, una vita. A breve la ritroverete su tutte le piattaforme grazie alla Advice Music, e spero tanto che possa servire a qualcuno che si trova nello spazio profondo, a risalire come ho fatto io. A gridare, se manca la voce, o cantare, se manca il fiato e sembra di non riuscire ad arrivare a domani. Se vi siete sentiti come me, questa canzone è per tutti voi, perché dopotutto, anche se sembra più forte di noi, dalla corrente di questo fiume nero che a volte ti travolge puoi uscire.

Alberto Boi

In conclusione

Dovete capire signori che noi, artisti di strada, siamo zingari della musica, e viviamo ai bordi della tristezza. Di tanto in tanto scendiamo nel mondo reale per vedere l’efeftto che fa, ma siamo vagabondi e non ci fermiamo mai. Non ci fermiamo neanche quando siamo tristi, siamo obbligati a percorrere una certa strada che non sappiamo dove ci stia portando, se verso il paradiso o verso l’inferno, ma “che ci vuoi fare..”: Conta più l’andare avanti, il muoversi sempre, che la destinazione. Noi non riusciamo a fermarci, non riusciamo a smettere di sognare un mondo più bello di questo qui che abbiamo adesso.

E so che siete così anche voi, sempre in cerca di qualcosa più in là.

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