Mio Piccolo Blues

la mia ultima produzione, questa volta devo ammettere di aver fatto un lavoro di cesellatura, mi sono davvero impegnato per produrre questo brano, non mi sono accontentato, inoltre volevo evocare certi momenti della mia giovinezza, quei momenti in cui l’innocenza era ancora nostra compagna.

Copertina di “Mio Piccolo Blues”

La canzone sarà ovviamente distribuita da AdviceMusic, e quindi dovete apettare per ascoltarla. Ma uscirà a breve..

Spiegazione della Canzone

Mio Piccolo Blues è una storia d’amore e di morte, bisogna ritornar bambini ed avere ancora quella scintilla di ingenuità per capire a fondo questo “ironico” blues scritto da Mario Marco Farinato.… dovete immaginare un giocatore d’azzardo, in un periodo non ben definito tra il 1960 ed il 1980.. in una Milano dove tutto è nero e grigio, in una Milano dove anche il cuore fa male a respirare, immaginatevi un uomo che prende la vita a calci, uno di quelli che si giocano tutto e sempre senza mai pensarci un attimo e senza il minimo sussulto.
Dovete immaginarvelo tra quei navigli nebbiosi in un Novembre malato di malinconia, mentre guardando verso l’acqua del fiume ricorda la sua amata…

Pausa durante un concerto: Milano

E in quel balzo di insana follia, tra rabbia e tristezza urla la sua emozione, ripromettendosi che neanche la morte potrà fermare il suo amore.. perché ora, quella storia, è diventata una storia senza fine.

E mentre trastullandosi in questa malinconia si arrovella la mente al pensiero di riavere la sua amata… il blues scivola tra le dita di un menestrello che con un banjo squillante ne deforma la bellezza a renderlo quasi graffiante, per un viaggio coinvolgente in una storia d’amore che non finirà mai.

Questo è mio piccolo blues, blues perché l’amore è sacrificio, perché amore significa dare e non ricevere… e quindi con l’ auspicio di rivedere un giorno la sua amata, il giocatore lancia la sua ultima carta.. perché sa che se comunque il fato si opporrà, non potrà mai impedirgLi di “ritornare” da lei… dal suo amore, dal suo piccolo blues.

Scritta tra i banconi di una Brasserie di Parigi nel septiemme, Mario Marco Farinato cerca di creare una netta distinzione tra l’amarezza della perdita e la rabbia dell’impotenza di fronte a qualcosa di più grande di se stessi.. e li, di fronte a questo vuoto immenso che trova le note per ricreare quella melodia malinconica che lo riporta in vita, tra cespugli in fiore e ginsetre profumate invece che tra palazzi maleodoranti e automobili rumorose..
Lui, il cantautore, sceglie il silenzio del blues al rumore cittadino.. per scendere in fondo all’anima a scavare tra le maledizioni di ognuno di noi, ridefinendone però la bellezza e l’ingenuità..
Cantando in maniera quasi scanzonata una rabbia cosi simile all’amore da confondere.. un sentimento puro e genuino di stupore e paura.. che riaffiorano in maniera dolce e quasi danzante a ritmo di blues, sotto l’impulso irriverente di trombe e banjo.

Parigi fotografia M. Farinato

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